lunedì, febbraio 1, 2010, 06:42 AM

LA MAQUINA

Sette uomini contro La Mâquina (adesso il cielo tremerà)

“No somos Maquinas, fuego a las maquinas, somos La Mâquina” …sembra contradittorio, ma quando senti la frase detta fuori dai denti, l’accelerazione punk e la passione incendiaria, tutto torna. I sette elementi di grande spessore che compongono La Mâquina (piu’ avanti li presenteremo, uno per uno) sono persone con annali esperienze su migliaia di palcoscenici e altrettante barricate. Per questo loro sanno che la rivoluzione non sarà mai teletrasmessa, mentre la nostra alienazione, si.. giorno dopo giorno.
Le cose vanno male, molto male, ma alla fine troveremo una via d’uscita. Nonostante tutto andremo avanti.
La Mâquina, non è un gruppo-manifesto, le sue canzoni non ti riempono la testa di slogan. Cio’ che propone è ancora molto sottile, quasi poetico. E’ un gruppo di combat rock, come lo sono stati i Clash e Mano Negra (perdonate l’accostamento blasfemo). E così come queste straordinarie e innovative bands, La Mâquina mette la musica allo stesso livello delle idee e il risultato ottenuto alla fine è pura coerenza.
Il gruppo nasce con una vocazione internazionalista, non soltanto perché i propri membri pagano le tasse (se le pagano) e vivono in Paesi diversi: Catalani ed italiani si sono ritrovati in Euskadi per registrare un disco che non ha frontiere, che si muove senza riposo da nord a sud, tra oriente e occidente, cambiando di continente e di lingua più di una volta in una stessa canzone.

Adesso pero’ parliamo dei personaggi convolti nel progetto.
Innanzittutto, la band annovera tra le sue fila due grandi vocalist.
Sandokan e Rude sono due esperti e riconosciuti combattenti dell’underground italiano. Rude è un’anima punk che nella sua Bologna ha aperto i propri orizzonti verso il reggae,
l’ hip-hop e altre sonorità bastarde di strada, sia attraverso il proprio sound-system che come collaboratore e remixer di Manu Chao, Fermin Muguruza, Kinky Beat.
Sandokan è stato trombonista del Dub Manifest di Fermin Muguruza ed è ancora il trombonista e vocalist della Banda Bassotti , un eccelente esempio di attivismo musicale. Ottime credenziali di presentazione.

Dalla parte catalana, abbiamo invece quattro musicisti un po’ più giovani, ma con grande esperienza e conoscenza del proprio lavoro. La maggior parte di loro (Aureli, Xarli, Joan) è passato per un gruppo di Cassà de la Selva (Girona) chiamato Burman Flash, combo nato come ska-band che in seguito ha scelto la contaminazione mestiza, tipica di molte bands catalane. Aureli, il chitarrista, è passato poi con i Net Flanders, dove ha potuto sperimentare sonorità piu’ aggressive, preparandosi il terreno per arrivare a suonare con La Mâquina.
Il baterista, Angel Abad, una vera macchina da guerra, è un grande professionista, nel vero senso della parola, ed ha fatto parte di diversi gruppi tra i quali: Kitsch, Möondo, Gazpacho, Discípulos de Otilia…
La batteria di Angel insieme al basso di Xarli e alle percussioni di Joan Ciuriana creano una base ritmica di quelle che durano tutta la vita, ma anche piena di dettagli e sottigliezze, ritmi che passano dal rock al punk e si mescolano sapientemente con sonorità reggae e latine…


Sei musicisti nel cuore de La Mâquina ma… non parlavamo di sette elementi?
Chi è il settimo coinvolto?
Si chiama Xaplin ed è il manager, “il fondatore del gruppo”, il suo primo ideologo. Dirige “Laclau Producciones” e conosce molto bene il proprio terreno: lui sa di quale pezzi ha bisogno questa “Maquina” per poter funzionare.. e, nonostante le distanze tra i suoi membri e, nonostante questa assurda crisi che sembra scoraggiare qualsiasi nuovo progetto, soprattutto se riferito alla musica, ha deciso di mettere in piedi questa straordinaria ensemble.

Fino ad oggi, La Mâquina ha funzionato intensamente, ma nessuno se ne è reso conto. I propri componenti hanno lavorato nell’ombra e quando queste quattro righe saranno arrivate a destinazione, il gruppo avrà già fatto i suoi primi concerti.
Quando ascolterete il disco e vedrete la band esibirsi dal vivo, vi accorgerete dell’enorme lavoro e sforzo fatto.
La Mâquina ha registrato le sue prime tracks nella sala Garate di Andoain nei Paesi Baschi, sotto la direzione del grandissimo maestro del suono: Kaki Arkarazo e i missaggi sono fatti nella sala Ultramarinos in Costa Brava e di San Feliu de Guíxols (Girona), sotto la direzione di un altro mostro sacro dei suoni: Santi Garcia. Con questi ingredienti, il risultato è garantito.
Pero’ adesso è ora di lasciar da parte le parole.. è ora di mettere in moto La Mâquina …e soprattutto… che il cielo inizi a tremare.



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domenica, gennaio 31, 2010, 12:15 AM
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3 RUDE HI FI - the soundsystem of the 22nd century(I)

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5 - TALCO - Combat Ska patchanka (I)

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